Tutto il territorio di Torrecuso è adagiato in collina e va dalle sponde del fiume Calore alle pendici del monte Pentime del comprensorio del Taburno con una fascia che comprende anche Torre Palazzo. Il terreno è ben soleggiato e si presta bene alla coltura della vite.

Fino agli anni 50 era per lo più spezzettato in piccoli poderi sui quali si coltivava di tutto con le tecniche del tempo e il ricavato appena soddisfaceva i bisogni della famiglia conduttrice.

L'avvento delle macchine agricole ha permesso a tutti di migliorare i propri campi. Al terreno si dette adeguata sistemazione sfruttando anche le leggi che favorivano le migliorie fondiarie e si pensò di qualificare le colline torrecusane sviluppando la coltivazione del vitigno "Aglianico", già da tempo presente nella economia agricola locale, vista l'alta qualità, l'ottimo ambientamento di esso e la buona resa.

Negli ultimi decenni è stata incrementata la produzione di altri vitigni tipici quali: Falanghina, Coda di volpe e Greco, tutti inseriti nel disciplinare Taburno D.O.C.

Gli Amministratori locali che si sono succeduti alla guida del paese hanno saputo guardare lontano, e, proponendo la Sagra dell'Aglianico, che è diventato D.O.C., hanno sensibilizzato i viticoltori a migliorare sempre più i terreni e le tecniche vitivini cole interessando nello stesso tempo prima il mercato regionale e poi quello nazionale ed estero.

Dal 1973, la prima settimana di settembre, l'Amministrazione comunale organizza la Sagra, richiamo forte ed appuntamento fisso. Durante la settimana della Sagra non mancano incontri e dibattiti sulla intera problematica della viticoltura; a questi temi si affiancano quelli di cultura locale, estemporanee mostre di pittura, esposizione di artigianato e prodotti locali; il tutto si conclude con l'esposizione e l' "assaggio" del vino d'annata.