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Francesco De Ruggiero nacque a Torrecuso
intorno alla seconda metà del 600; ricoprì
presso la Gran Corte della Vicaria la carica della
Mastrodattia. Antonio Mellusi Così lo presenta l'onorevole Roberto Costanzo: Antonio Fusco Antonio Fusco nacque a Torrecuso il 27 ottobre 1873; frequentò il seminario e nel luglio del 1896 fu ordinato sacerdote. Il Cardinale Di Rende, date le sua qualità, lo volle subito insegnante di latino, greco e storia nel seminario di Benevento . Alla morte del Di Rende si recò a Napoli per seguire i corsi universitari. Frequentò il Benedetto Croce che lo apprezzò per le sue doti e a lui fu largo di consigli. Le necessità della vita lo avevano indotto ad accettare l'ufficio di Precettore in una famiglia straniera, che egli accompagnò a Nizza. Per perfezionarsi nella lingua tedesca e per frequentare l'Università si stabilì a Monaco di Baviera ove rimase per due anni; qui tradusse dello Spingarn "La critica francese del Sainte-Beuve" e preparò il lavoro su "La teoria poetica di Ludovico Castelvetro". Nel 1904 ebbe l'insegnamento nel ginnasio di Sciacca e nel 1905 in quello di Messina; qui scrisse, nel 1907, il volumetto "La filosofia dell'arte in Gustavo Flaubert". Fra tanti amici ed estimatori, oltre al Croce, ebbe anche Antonio Mellusi. Nel terremoto del 28 dicembre 1908 che distrusse la città di Messina, perì anche Antonio Fusco. Padre Nicola Rillo Padre Nicola Rillo nacque a Torrecuso
il 9 ottobre 1866; entrò a sedici anni nel
seminario dei Padri Gesuiti. Compì gli studi
liceali a Napoli e quelli di filosofia e teologia presso l'Università
Gregoriana di Roma ove fu consacrato sacerdote il 24
giugno 1895. Fu assegnato dai superiori al Convitto
Pontano di Napoli; per lunghissimi anni fu professore di
italiano, storia civile e storia dell'arte. Era esigente con ogni
alunno e nello stesso tempo li trattava con delicata amicizia; con
i confratelli era gioviale sempre, anche quando la salute, sempre
debole, lo faceva soffrire. Vincenzo Fasani Vincenzo Fasani nacque a Torrecuso
ove è vissuto fino al giorno della sua scomparsa (25
marzo 1895 - 28 dicembre 1977). Educatore,
scrittore, pubblicista. Profondo studioso di storia patria, conoscitore
del Sannio Beneventano. Tenacemente abbarbicato ai
ricordi della prima grande guerra mondiale, vi partecipò eroicamente,
riportandone vistose ferite; dedicò tutte le sue energie alla
ricerca e allo studio della storia di Torrecuso facendone
il suo ideale di vita. Nel piccolo centro svolse il ruolo di attore
per più lustri, dando ad esso un prezioso contributo per la
sua rinascita; provvide alla nuova denominazione delle sue strade
alle quali impose i nomi dei figli migliori che vanto avevano dato
a Torrecuso nel corso dei secoli. Tetragono nell'ammirazione
e devozione per il Mellusi, lottò con abnegazione
perché lo stesso non fosse dimenticato menticato e si adoperò
perché gli venissero eretti monumenti in Torrecuso
e in Benevento. Di Antonio Fusco
fu profondo studioso e ne perpetuò la memoria. Vantò
amicizia con tutti i cultori della storia del Sannio
da Alfredo Zazo ad Antonio Iamalio,
a Monsignor Salvatore de Lucia, a Raffaele
Pedicini; nonché con Benedetto Croce,
Giovanni Gentile, Alfredo Panzini,
Dino Provenzal, Carlo Delcroix,
Salvatore Traversano. Alcune delle sue pubblicazioni:
Il castello di Torrecuso nel Sannio e la lapide ai
garibaldini del 1860, Per Antonio Mellusi 1937, Per
le onoranze ad Antonio Mellusi 1937, Per le onoranze ad Antonio Fusco
1951, Per Antonio Fusco 1953, Comuni del Sannio: Torrecuso 1954, Antonio
Fusco 1956, Salvatore Colonna 1957, Pietro Panzini: per Antonio Mellusi
1959, La rivoluzione del 1860 nel Sannio e la fondazione della Provincia
di Benevento 1960. |
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