Francesco De Ruggiero

Francesco De Ruggiero nacque a Torrecuso intorno alla seconda metà del 600; ricoprì presso la Gran Corte della Vicaria la carica della Mastrodattia.

Scrisse due opere importanti, la "Prattica dei Notari" e la "Tela giudiziaria della vicaria".

Visse a Napoli, e spesso tornò a Torrecuso per incontrare i maggiorenni di quella terra che lui, nelle formule degli atti, impostati sotto forma di dialogo con un ipotetico discepolo, li fa passare per protagonisti.

Così nomina Marzio Albiao, Dott. Don Francesco Ignozzi, Dott. Don Emanuele Ungaro, Dott. Francesco Nigro, Dott. Filippo Torio, Gaspare Guerra, Carlo Mortaruolo, Domenico Antonio Lenti e Mandato Campana, e li chiama "persone delle perspicue e più distinte della mia patria".


Antonio Mellusi

Così lo presenta l'onorevole Roberto Costanzo:

"Avvocato e insieme storico, uomo politico non scevro di una certa qual vena poetica di ispirazione romantica, Antonio Mellusi nacque a Torrecuso il 25 novembre 1847 e morì a Napoli il 4 ottobre del 1925, distinguendosi nella pratica forense per la sua oratoria fluida e avvincente.

La sua carriera politica non fu molto lunga ma si caratterizzo subito per una libera adesione al pensiero mazziniano nelle file del Partito Repubblicano. Fu eletto senatore al Parlamento nel 1886 e nel 1890. Ma fu, soprattutto, attento studioso di storia e a questa attività si dedicò quasi esclusivamente nell'ultimo quindicennio della sua vita, anche quale fondatore e direttore della Rivista Storica del Sannio e fu a capo dell'Archivio Storico".

Il Mellusi fu uomo schivo e geloso del suo mondo interiore, non amava i pettegolezzi e non giudicava mai severamente, coltivava l'amicizia ed era cordiale con tutti; spesso aiutava i poveri e i malati e gratis ne difendeva le cause in tribunale. Dal mondo inebriato di ricchezza e di piacere ne scappò considerandosi assolutamente povero da non reputare suoi neppure gli abiti che indossava, ne tantomeno i libri che scriveva. Rifiutò l'invito ad entrare nella Massoneria, via facile per entrare e restare in carriera; condusse vita solitaria.

La sua vita si concluse a Napoli, presso la sorella Eugenia, in una modesta camera al Vomero accanto alla Chiesa dei Francescani; verso S. Francesco ebbe spiccata devozione. Il francescano P. Gaetano Rocco, da lui conosciuto a Benevento, divenne il suo confidente, e da lui ricevette più volte, i sacramenti; morì la mattina del 4 ottobre 1925, festa di S. Francesco. Nella Biblioteca Provinciale di Benevento si conservano le moltissime opere di natura storica, tutte le raccolte delle sue poesie, le celebri difese in tribunale, e tantissimi articoli di varia natura sono sparsi nella Rivista Storica del Sannio.


Antonio Fusco

Antonio Fusco nacque a Torrecuso il 27 ottobre 1873; frequentò il seminario e nel luglio del 1896 fu ordinato sacerdote. Il Cardinale Di Rende, date le sua qualità, lo volle subito insegnante di latino, greco e storia nel seminario di Benevento . Alla morte del Di Rende si recò a Napoli per seguire i corsi universitari. Frequentò il Benedetto Croce che lo apprezzò per le sue doti e a lui fu largo di consigli. Le necessità della vita lo avevano indotto ad accettare l'ufficio di Precettore in una famiglia straniera, che egli accompagnò a Nizza. Per perfezionarsi nella lingua tedesca e per frequentare l'Università si stabilì a Monaco di Baviera ove rimase per due anni; qui tradusse dello Spingarn "La critica francese del Sainte-Beuve" e preparò il lavoro su "La teoria poetica di Ludovico Castelvetro". Nel 1904 ebbe l'insegnamento nel ginnasio di Sciacca e nel 1905 in quello di Messina; qui scrisse, nel 1907, il volumetto "La filosofia dell'arte in Gustavo Flaubert". Fra tanti amici ed estimatori, oltre al Croce, ebbe anche Antonio Mellusi. Nel terremoto del 28 dicembre 1908 che distrusse la città di Messina, perì anche Antonio Fusco.


Padre Nicola Rillo

Padre Nicola Rillo nacque a Torrecuso il 9 ottobre 1866; entrò a sedici anni nel seminario dei Padri Gesuiti. Compì gli studi liceali a Napoli e quelli di filosofia e teologia presso l'Università Gregoriana di Roma ove fu consacrato sacerdote il 24 giugno 1895. Fu assegnato dai superiori al Convitto Pontano di Napoli; per lunghissimi anni fu professore di italiano, storia civile e storia dell'arte. Era esigente con ogni alunno e nello stesso tempo li trattava con delicata amicizia; con i confratelli era gioviale sempre, anche quando la salute, sempre debole, lo faceva soffrire.
Collaborò con la prestigiosa rivista dei Padri Gesuiti "Civiltà Cattolica" con numerosi articoli; era uno dei professori più noti e stimati del Convitto Pontano.
Amò molto il suo paese natio ed appoggiò la causa che il Mellusi, suo amico, sostenne contro certe pretese territoriali del Comune di Paupisi.
Morì a Napoli il 12 settembre 1933.


Vincenzo Fasani

Vincenzo Fasani nacque a Torrecuso ove è vissuto fino al giorno della sua scomparsa (25 marzo 1895 - 28 dicembre 1977). Educatore, scrittore, pubblicista. Profondo studioso di storia patria, conoscitore del Sannio Beneventano. Tenacemente abbarbicato ai ricordi della prima grande guerra mondiale, vi partecipò eroicamente, riportandone vistose ferite; dedicò tutte le sue energie alla ricerca e allo studio della storia di Torrecuso facendone il suo ideale di vita. Nel piccolo centro svolse il ruolo di attore per più lustri, dando ad esso un prezioso contributo per la sua rinascita; provvide alla nuova denominazione delle sue strade alle quali impose i nomi dei figli migliori che vanto avevano dato a Torrecuso nel corso dei secoli. Tetragono nell'ammirazione e devozione per il Mellusi, lottò con abnegazione perché lo stesso non fosse dimenticato menticato e si adoperò perché gli venissero eretti monumenti in Torrecuso e in Benevento. Di Antonio Fusco fu profondo studioso e ne perpetuò la memoria. Vantò amicizia con tutti i cultori della storia del Sannio da Alfredo Zazo ad Antonio Iamalio, a Monsignor Salvatore de Lucia, a Raffaele Pedicini; nonché con Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Alfredo Panzini, Dino Provenzal, Carlo Delcroix, Salvatore Traversano. Alcune delle sue pubblicazioni: Il castello di Torrecuso nel Sannio e la lapide ai garibaldini del 1860, Per Antonio Mellusi 1937, Per le onoranze ad Antonio Mellusi 1937, Per le onoranze ad Antonio Fusco 1951, Per Antonio Fusco 1953, Comuni del Sannio: Torrecuso 1954, Antonio Fusco 1956, Salvatore Colonna 1957, Pietro Panzini: per Antonio Mellusi 1959, La rivoluzione del 1860 nel Sannio e la fondazione della Provincia di Benevento 1960.