Chiesa Parrocchiale
SANT'ERASMO
Di questa chiesa Parrocchiale
non si hanno notizie certe circa l'anno di fondazione; si sa di certo
che il primitivo titolo era "Santa Maria della fico"
che l'Arcivescovo di Benevento, il francescano Arnaldo
da Brusacco, unificò nel 1343 con
quello di S. Erasmo V. M.
La Chiesa è di dimensioni ridotte ed è
disposta in tre piccole navate; non conserva opere di un certo rilievo,
se si fa eccezione per le tele di cui quella sull'altare maggiore
raffigura S. Filippo Neri, mentre nella navata di
destra c'è quella che raffigura S. Barbato
e in quella di sinistra è raffigurato il martirio di S.
Erasmo.
La Platea della SS. ANNUNZIATA
La Platea è l'inventario manoscritto in cui
sono descritti tutti i beni immobili della SS. Annunziata
e di San Liberatore; contiene anche notizie varie
e interessanti riguardanti sempre i due complessi ecclesiastici, con
l'annesso Ospedale, dalla fondazione alla fine del
secolo scorso.
Tutti i beni costituiti da terreni seminativi e boschivi, case e animali,
venivano posseduti a censo e sulla parola; gli abusi suggerirono di
mettere tutto per iscritto: così nel 1651
tutti i beneficiari furono invitati a presentarsi davanti al Notaio
designato dal Capitolo Lateranense, alla presenza
di due testimoni, e giurando sul Vangelo, ognuno
dichiarava quello che possedeva.
Chiesa SANTISSIMA
ANNUNZIATA
La
chiesa fu costruita durante la Signoria dei Della Leonessa
e fu tenuta in particolare considerazione dai successori Marchesi
Caracciolo Rosso.
Nel 1450 Mastro Cola di Pietro Di Ruggiero,
cittadino di Torrecuso, donò alla Basilica
e al Capitolo Lateranense la sua eredità nel
luogo detto "Lo Bascio" con la condizione
di dare, poi, detta eredità alla Università
di Torrecuso.
Nel 1451 il Capitolo Lateranense
concesse in enfiteusi alla Università di Torrecuso
detta eredità e le concesse pure la facoltà di erigervi
una chiesa alla Beata Vergine Santissima Annunziata
con la cappella dedicata a San Liberatore e l'Ospedale
comunicandole tutti i suoi privilegi, immunità ed esenzioni,
riservandosi, in segno di dominio, solamente sei once di cera bianca
l'anno.
Nel 1453 l'Università, dopo aver ottenuta
la concessione, fabbricò sulla casa del Di Ruggiero
la chiesa con l’Ospedale, per dote alla chiesa
e all’ospedale, i cittadini si obbligano a pagare sei misure
di grano per ogni “fuoco”. Sulla porta
principale l’Università incise nella pietra la propria
insegna e quella del Capitolo Lateranense con il Titolo di proprietà.
In due nicchiette della facciata: in una è scritta la donazione
di Mastro Cola, e nell'altra i benefici spirituali
annessi alla Chiesa che divenne anche chiesa cimiteriale
con diritto di sepoltura gratuito e solenne per tutti i cittadini
di Torrecuso. A causa dell'esenzione dal vescovo
di Benevento molte furono le liti giuridiche che
cessarono definitivamente con l'Arcivescovo Orsini
nel 1693. Sull'altare maggiore, incastonata in una
ricca cornice dorata, è raffigurata su tavola la Vergine
che riceve il saluto e l'annunzio da parte dell'Angelo Gabriele;
la pala è alta metri 2,80 e larga metri 1,20;
la cornice è arricchita con scene della natività mentre
in alto vi sono due statuette che raffigurano San Giovanni
Battista e San Giovanni Evangelista.
I Marchesi Caracciolo la protessero contro il Vescovo
di Benevento e l'arricchirono di paramenti sacri; si conserva
una magnifica pianeta con lo stemma Caracciolo Rosso,
due pile per l'acqua santa, un crocifisso d’avorio; Carlo
Andrea portò dalla Spagna le reliquie
dell'intero corpo di San Vincenzo martire che ivi
si venera. Si ammirano, tra gli altri, una Pietà
del 1790 di Vincenzo Musco, pittore
di Benevento, otto medaglioni raffiguranti i Dottori
e gli Evangelisti, sempre del'Musco,
e un'opera di Giuseppe Castellano, pittore napoletano.
Chiesa SAN LIBERATORE
- Grancia della SS. Annunziata
Il
termine "Grancia" sta ad indicare che è
una chiesa succursale di campagna, cioè, chiesa nella fattoria.
È dedicata al Santo Vescovo di Ariano San Liberatore,
ed è legata direttamente alla chiesa della SS. Annunziata
in quanto Cola di Pietro Di Ruggiero donò
al Capitolo Lateranense le sue proprietà per
costruirvi l'Annunziata con la cappella dedicata
a San Liberatore e l'Ospedale.
La chiesa, cioè tutto il piano superiore, sorse su un antico
Romitorio, ora ben visibile dopo gli ultimi lavori
di restauro. La costruzione del piano superiore avvenne molto tempo
dopo rispetto a quella dell'Annunziata. I beni di
questa Grancia costituivano un aiuto per il mantenimento
dell'Annunziata e dell'Ospedale.
Sul portale in pietra grigia è scolpito lo stemma del comune
di Torrecuso e il Titolo di proprietà: "Templum
dicatum ab Universitate Torrecusii S. Libe-ratori Granciae SS. Annunziatae
iurispatronatus dictae terrae sub iurisdictione S. Ioannis Laterani
Urbis Romae. A.D. 1651".