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La Storia

Comune di Torrecuso: la storia È sufficiente osservare la posizione dove è collocato il paese per comprendere l'origine e la funzione che ha svolto nei secoli passati: Torrecuso, che ha alle proprie spalle il monte Pentime come difesa naturale, per la città di Benevento, centro del potente ducato Longobardo, fu vera torre di guardia. Dall'alto del colle le sentinelle potevano scrutare e segnalare ogni movimento di truppe sia che avvenissero nella sottostante Valle del Calore attraversata dalla via Latina, sia nella valle Vitulanense; l'occhio delle sentinelle poteva sporgersi fino alle colline dell'Alto Tammaro e del Fortore. Torrecuso si trova nelle immediate vicinanze della città di Benevento che nel passato è stata al centro di una grande attività politica, culturale e religiosa; essa fu città pontificia. Sanniti, Romani, Longobardi, Normanni, Angioini e Aragonesi qui, intorno a Benevento, hanno lasciato segni evidenti della loro civiltà e fatti di guerra. Importante era la via Latina che si snodava da Capua, e, per Alife e Telese, arrivava a Benevento, vero incrocio di importantissime strade, e proseguiva per Brindisi. In questa Valle del Calore spesso affiorano tracce di vestigia di epoca sannita e romana come tombe, vasetti, punte di lance, monili anche di pregevole fattura. In epoca longobarda il Castello, il "Castrum", o "Arces", come lo definivano i latini, era una rocca destinata in un primo momento a presidio di guardia, ed era il luogo più im-portante dal punto di vista strategico; poi man mano è venuto ingrandendosi fino a diventare un vero borgo. Le dipendenze di questi castelli erano qualificati "Casali"; così Paupisi fu casale di Torrecuso. I Longobardi occuparono Benevento intorno al 571, che divenne in seguito un potentissimo ducato, tanto da influenzare tutta l'Italia centro-meridionale; diviso in ventiquattro contee godeva della quasi totale autonomia nei confronti del Re. Arechi II fu il duca più illuminato che rese grande Benevento. Poi ci furono le lotte per la conquista dell'Italia meridionale tra Carlo d'Angiò Re di Napoli, e il figlio di Federico il, Manfredi, Re di Sicilia, che nel 1226, nella fatidica battaglia presso Benevento vi perse la vita. Il centro storico, sviluppatosi in epoca Longobarda, è rimasto pressoché intatto, malgrado i vari interventi non sempre ben intonati. Torrecuso conserva tutta una serie di stradine, o rampe, quasi parallele che sboccano in Larghi ed in angoli pittoreschi per gli archi che spesso li delimitano e per le caratteristiche casette in pietra che vi si affacciano ornate di scale a giorno. Chi si incammina per le strette viuzze che si svolgono in senso ovoidale e attraversate a loro volta da altre a raggiera, facendo perno intorno alle piazzette antistanti le due chiese dominate dalla imponente co-struzione del Castello marchesale, si accorge subito di trovarsi in un centro che si è sviluppato unicamente in funzione della difesa; per questo motivo mancano monumenti di qualsiasi genere. Le sue torri furono fatte rinforzare, perché pericolanti, nell'anno 871, dal duca di Benevento Adalgiso. Nella cerchia muraria, maestoso, si mostra l'attuale Castello che dall'ing. Barba nel 1700 fu trasformato ed assunse l'attuale linea rinascimentale. Nel cedolario del 1320 Fenucchio è già un piccolissimo paese con una propria autonomia amministrativa, e così anche Torre Palazzo. A causa del terremoto del 1349 l'abitato che sorgeva nei pressi di ponte Finocchio fu distrutto, e così fu abbandonato per salire e attestarsi sulla collina per godere una migliore posizione strategica.